I requisiti necessari per un vino vegano
Nella scelta di una dieta vegana entrano in gioco innanzitutto motivazioni di carattere etico, che dettano la selezione dei prodotti alimentari e di uso quotidiano da acquistare. Se scegliere cibi che non siano a base di carne, pesce, o derivati animali non rappresenta ormai un ostacolo quando ci si va al supermercato o in un negozio di alimentari a fare la spesa, acquistare un vino vegano da può risultare un po’ più complicato. Infatti il vino convenzionale potrebbe racchiudere ingredienti di origine animale, usati soprattutto nella fase di chiarifica e stabilizzazione. Le alternative agli ingredienti di origine animale esistono, e sono da rintracciare nelle sostanze minerali e proteine vegetali come l’argilla, il carbone vegetale o il caolino, ingredienti usati per la chiarifica del mosto al posto delle proteine animali. Ma come essere sicuri, leggendo l’etichetta sulla bottiglia, che il vino non sia stato trattato durante la vinificazione con ingredienti che non siano vegani? Sono tre i principali livelli di garanzia ai quali dovrebbe rispondere l’etichettatura: la veridicità, la non ingannevolezza e l’oggettività. Attualmente non esiste una normativa nazionale ed europea che regoli il sistema di certificazione vegana: tuttavia, ormai da qualche anno sono state introdotte alcune modalità che tutelano il consumatore vegano, perché possa essere sicuro di consumare un prodotto che risponda alle esigenze dettate dalla dieta alimentare che ha scelto.
La necessità della certificazione
Per comprendere meglio come sia possibile avere la garanzia che un vino sia vegano è necessario fare chiarezza sulla differenza che esiste fra marchio vegan e certificazione vegan. I marchi vegan prevedono alcuni standard ai quali il prodotto deve corrispondere, e sono rilasciati a pagamento; i marchi più noti sono Vegan OK® e Qualità Vegetariana Vegan®. L’autocertificazione deve rispettare la cosiddetta Certificazione Ambientale di Prodotto, che prevede la responsabilità penale e civile di chi sottoscrive l’autocertificazione. Al consumatore è garantita in questo modo, mediante l’apposita etichetta, la lettura in chiaro degli ingredienti contenuti nel prodotto. L’autocertificazione è soggetta a controlli anti-frode. L’etichetta di VeganOk® si riconosce dalla grande “V” verde inserita in un cerchio verde, con la scritta VeganOk alla base, mentre il simbolo dell’etichetta di Qualità Vegetariana Vegan® è una “Q” maiuscola con la scritta “Vegan” al suo interno e la scritta “Qualità vegetariana” alla base. Per quel che riguarda il vino biologico, il simbolo da rintracciare sulla confezione è una foglia composta da tante piccole stelle bianche su fondo verde. La certificazione vegan, invece, prevede un iter disciplinare più rigoroso; in questo caso è un organismo terzo a rilasciare l’attestato di prodotto vegano, in seguito a una serie di controlli ben precisi, volti a confermare la qualità e l’idoneità del prodotto a essere certificato come vegano. Gli organismi deputati alla verifica dei requisiti sono enti privati (come Icea, o biocert), che si prendono l’impegno e la responsabilità di verificare che il prodotto sia il risultato di una lavorazione “cruelty-free” al 100%, che escluda quindi non solo qualsivoglia ingrediente di origine animale, sia nel prodotto alimentare che verrà consumato che nella strumentazione usata e nei materiali delle confezioni, ma anche che non sia stato fatto uso di ingredienti che abbiano comportato in qualsiasi misura la sperimentazione o lo sfruttamento animale.