Nerello Mascalese
Cenni storici
Vitigno autoctono delle pendici dell'Etna, il Nerello Mascalese prende il nome dalla contea di Mascali dove veniva coltivato nei secoli scorsi, prima sotto la forma di alberello e oggi a cordone speronato sui terreni costituiti principalmente dalle sabbie vulcaniche dell'Etna.
Vitigno
La foglia del Nerello Mascalese è grande, cunieforme, pentagonale, intera o trilobata. Il grappolo è solitamente compatto, medio-grande, alato e di forma a volte cilindrica, a volte conica. Gli acini sono rosso-blu, da cui il nome, piuttosto piccoli ed ellisoidali con buccia spessa, consistente e ricca in pruina.
Diffusione
Diffuso principalmente in Sicilia, sulle pendici dell'Etna, il Nerello Mascalese ha saputo adattarsi anche in alcune zone della Calabria.
Maturazione e raccolta
Il Nerello Mascalese è un vitigno di vigoria moderata e la maturazione è tardiva, la vendemmia si affettua nella metà di Ottobre.
Caratteristiche organolettiche
Si presenta di colore rosso rubino tendente al granato, con una quantità di polifenoli piuttosto modesta al palato è intenso, elegante, tannico e di corpo. Gli aromi sono fini, prevalgono i sentori di frutta a bacca rossa con una notevole nota speziata; La spiccata mineralità del Nerello Mascalese è invece figlia del terroir vulcanico.
Abbinamenti
Il Nerello Mascalese è perfetto nell'abbinamento con primi piatti con sughi di carne, risotto ai funghi porcini, carni rosse, carne e salsicce allla brace, carne di cavallo e formaggi stagionati.
Denominazioni


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