Uva Rara
Cenni storici
Questo vitigno ha probabilmente origini piemintesi, si pensa infatti che che i primi luoghi in cui è stato coltivato siano proprio le province di Novara e di Vercelli. Nel 1878 Rovasenda la definisce uva rara vogherese nel suo "Aureo Saggio", confermando un usanza dialettale di quelle zone già presenta alla fine del XVIII secolo.
Vitigno
La foglia ha dimensioni medie di forma pentagonale, pentalobata con una pagina superiore glabra. Il grappolo è di grandezza media, allungato, conico, alato e piuttosto spargolo. L'acino è medio grande, tondeggiante e regolare con buccia pruinosa consistente ma non coriacea. Il frutto è di colore blu scuro, quasi nero.
Diffusione
Diffusa in nord Italia, in particolare in Piemonte ed in Lombardia spesso assimilata alla Bonarda, poichè presenta caratteristiche molto simili.
Maturazione e raccolta
L'uva Rara raggiunge la maturazione ideale per la raccolta nei primi giorni di ottobre. Questo vitigno ha una vigoria medio-buona e la produttività può essere incostante e non sempre ottima, presenta sensibilità al fenomeno della colatura e all'oidio.
Caratteristiche organolettiche
Il vino che si ottiene dal vitigno Uva rara è di colore rosso rubino con riflessi violacei. Al palato è floreale ma non mancano i sentori di marasca e di frutti rossi intensi e persistenti. E' un vino che è meglio bere preferibilmente giovane, ma non mancano occasioni di assaggiarlo invecchiato di qualche anno.
Abbinamenti
La sua giovinezza lo rende un vino facilemnte adatttabile con una grande varietà di piatti, dalle carni rosse a quela bianche ma no troppo elaborate, primi a baso di sughi semplici o ragù e formaggi cnon troppo stagionati, perfetto con antipasti e salumi freschi.
Denominazioni


Al momento non ci sono vini in vendita di questo vitigno.