Pignoletto
Cenni storici
Il Pignoletto non ha origini precise e i riferimenti alla 'uve pignole' sono stati ritrovati intorno al 1600. Sicuramente è coltivato da più di un secolo sui colli vicino a Bologna ma spesso è stato confuso anche dagli esperti con il pinot bianco il riesling italico. Il pignoletto è chiamato anche alionzina, aglionzina, pignolo e pignolino.
Vitigno
Il Pignoletto ha una foglia pentagonale, trilobata, più lunga cha larga con una pagina superiore aracnoidea di colore verde chiaro. Il grappolo è medio e lungo, quasi cilindrico, piuttosto serrato e raramente alato, L'acino è di media grandezza, leggermente elissoidale, con buccia pruinosa, spessa e di colore giallo dorato-verdognolo.
Diffusione
E' coltivato per la maggior parte in provincia di Bologna, in particolar modo sulle aree collinari.
Maturazione e raccolta
Il Pignoletto ha una vigoria ottima con una produzione costante anche se non molto abbondante. La maturazione avviene tra fino settembre e inizio ottobre.
Caratteristiche organolettiche
Il Pignoletto produce vini fresche i beverini dalle sfumature giallo-verdognole. Alla prova olfattiva si trovano profumi di frutti gialli, erbe, fiorni bianchi, ananas e basilico. In bocca è sapido e fresco con un finale ammandorlato e agrumato.


Al momento non ci sono vini in vendita di questo vitigno.