Trebbiano Toscano
Cenni storici
Questo vitigno ha probabilmente origini etrusche ed è la cultivar più diffusa della famiglia dei trebbiani. Già citato da Plinio il Vecchio nelle sue opere, probabilmente prende il nome da una località omonima dell'antica Etruria, nei pressi di Luni ai confini tra Liguria e Toscana, o al fiume Trebbia dei colli piacentini.
Vitigno
HA una foglia medio-grande, pentagonale e pentalobata con la pagina superiore glabra e opaca. Il grappolo è grande e allungato, semicompatto e alato. L'acino è di dimensione medie e di forma discoidale piuttosto regolare, con una buccia abbastanza pruinosa e consistente. Il colore può andare dal verde, al giallo fino al rosato a seconda dei cloni.
Maturazione e raccolta
Il Trebbiano Toscano è un vitigno con un'ottima vigoria con una produttività molto abboandante e costante, con una maturazione tardiva, tra la prima e la seconda decade di ottobre prediligendo i climi più freschi.
Caratteristiche organolettiche
Si presenta di colore giallo paglierino a volte con riflessi verdolini che tendono a scomparire nei vini di qualche anno. Al naso è floreale e fruttato con profumi di media intensità e persistenza. Tra i sentori che prevalgono si denotano la mela verde e i fiori bianchi di campo. Se il vitigno ha subito un passaggio in legno, assome note tostate e vanigliate. Al palato è fresco, sapido, di poco corpo. Di media struttura e con un buon equilibrio rilascia un finale minerale.
Abbinamenti
Non essendo un vino particolarmente corposo, gli abbinamenti ideali vanno dagli antipasti leggeri a piatti di pesce, primi piatti, crostacei, brodetto di pesce e formaggi freschi o poco stagionati.

Al momento non ci sono vini in vendita di questo vitigno.