Moscato Giallo
Cenni storici
Come gli altri tipi di moscato, questo vitigno avrebbe origini greche, infatti se ne trovano numerose tracce nei testi antichi, tra cui alcuni di Catone che lo definiva uva "apiana", per via delle api che lo circondavano sempre grazie alla sua dolcezza e al suo profumo. Alcuni lo vogliono di origini siriane, ma giunto a noi attraverso la Grecia grazie ai mercanti veneziani. Nel Rinascimento venne denominato definitivamente "Moscato", per via della somiglianza con l'odore muschiato che andava molto di moda in quei tempi, e proprio in questo periodo l'uomo cominciò ad incrociare le varie specie creando le varietà che conosciamo oggi. In totale se ne contano 24.
Vitigno
Presenta una foglia di dimensioni medie, orbicolare e trilobata, a volte intera, con la pagina inferiore glabra. Il grappolo è medio grande, piramidale, alato e spargolo. L'acino è sferico, medio e di colore giallo dorato intenso, con una buccia pruinosa spessa e consistente.
Diffusione
Si trova principalmente nel nord-est Italia, ma assume denominazioni diverse a seconda dell'areale. In alto Adige viene chiamato "Goldmuskateller" mentre in Veneto, nei Colli Euganei è noto come "Moscato Fior d'Arancio". Men diffuso rispetto al cugino Moscato Bianco. viene solitamente vinificato come spumante o impiegato nella produzione di passiti.
Maturazione e raccolta
Vitigno con buona vigoria ha una produttività è elevata e regolare ed una maturazione precoce, la raccolta è prevista nella seconda metà di settembre.
Caratteristiche organolettiche
Dal Moscato Giallo si ottiengono vini dal colore giallo dorato chiaro, aromatico, fresco, fragrante e con note muschiate.
Abbinamenti
Il Moscato giallo, grazie alla sua moderata amabilità si abbina a fine pasto con pasticceria secca o dolci a base di frutta, come il classico strudel di mele. Può costituire anche un inconsueto aperitivo.
Denominazioni


Al momento non ci sono vini in vendita di questo vitigno.