Marche
I vigneti nelle Marche e i vini marchigiani
Nelle Marche i circa 20.000 ettari vigneto coltivato sono caratterizzati per il 53% da uve bianche eil 47% da uve rosse e oltre la metà delle uve coltivate è destinata alla produzione di uve DOC.
Il sistema tradizionale di allevamento è l'alberello basso, ma recentemente si stanno convertendo lentamente in sistemi a controspalliera.
Il vitigno più cltivato è sicuramente il verdicchio che ha reso i vini marchigiani conosciuti in tutto il mondo, ma una moltitudine di vitigni internazionali ed autoctoni sono diffusi in tutto il terrritorio tra cui abbiamo: biancame, chardonnay, ciliegiolo, lacrima, maceratino, malvasia bianca lunga, montepulciano, passerina, pecorino, pinot bianco, pinot nero, sangiovese, trebbiano toscano, e vernaccia nera.
Tra le zone viticole di questa regione abbiano su tutte i Colli Pesaresi e del Metauro, zona particolamente legata al sangiovese, che è anche il vitigno più coltivato, ma anche il pinot nero, vinificato in bianco, l'albanella (biotipo del trebbiano toscano) e il biancame (o bianchello).
La zona dei Castelli di Jesi è famosissima per il verdicchio, mentre il Conero, o Rosso Conero spicca per le produzioni di montepulciano per via delle condizioni pedoclimatiche simili a quelle abruzzesi dove il montepulciano possiede anche la denominazione d'origine.
Nell'area del Piceno merita un cenno particolare il vitigno autoctono pecorino per la spiccata acidità e la notevole struttura e la DOC Offida è una specie di cru nella zona del Rosso Piceno valorizza sia questo vitigno che alcuni vini rossi ottenuti da cabernet e montepulciano.
TRa le altre zone marchigiane particolarmente vocate alle viticoltura si ricordano il Falerio dei colli Ascolani, i colli di Tronto, i colli Maceratesi e tutta l'area di Serrapetrona conosciuta per i suoi terreni perfetti per l'alleamento della vernaccia nera già vinificata ai tempi dei romani e utilizzata nella cerimeonie sacre per le sue caratteristiche organolettiche uniche.
