Nevio Scala

Nevio Scala

Dettagli cantina

Regione:
Indirizzo:
Via Saline 47 - Lozzo Atestino (PD)
“Dei boschi, dei viali alberati, delle siepi, delle piantate nei vigneti presenti nella mia infanzia rimanevano oramai poche tracce. Da qui il mio impegno a riportare in questa terra alcuni elementi di questa diversità che stavamo perdendo” - NEVIO SCALA -

La Storia di Nevio Scala

Il primo passo verso la costituzione della odierna cantina di Nevio Scala risale al 1929. In realtà dovremmo parlare di primi passi: il nonno Angelo in quell’anno si mise in marcia con la moglie Giuseppina e i figli Leonida e Francesco (mio padre) e mezza dozzina di buoi da Minerbe, nella provincia veronese, fino a bussare alle porte della fattoria di proprietà della famiglia dei nobili Albrizzi, chiamata boaria Oselanda, nel territorio di Lozzo Atestino, a cavallo tra le province di Vicenza e Padova. 25 chilometri a piedi in cerca di miglior fortuna per sé e per la propria famiglia. Da mezzadri del latifondo gli avi di Nevio Scala hanno cominciato a coltivare queste terre ricche di acqua ai piedi dei colli Euganei, riscattando pian piano, campo dopo campo, la campagna che veniva coltivata a “tabacco e polenta (mais)” con l’aiuto di tutti i membri della famiglia. Una parentesi professionale nel mondo del calcio, piuttosto lunga e fortunatamente anche di successo, ha portato Nevio Scala lontano dall'azienda di famiglia dal 1965 al 1981 come giocatore di squadre come Milan, Inter, Roma, L.R. Vicenza e Fiorentina e nuovamente dal 1987 al 2004 come allenatore di squadre come la Reggina, il Parma, il Borussia Dortmund, lo Shaktar Donetsk e lo Spartak di Mosca. Questa esperienza se da un lato non gli ha permesso di seguire da vicino gli sviluppi aziendali di quegli anni – seguiti dal fratello Giorgio – d’altro canto ha rinforzato la sua ‘altra’ vera passione, quella per la terra, le cui fatiche sono così lontane dal mondo patinato e privilegiato del calcio. È proprio in quegli anni che si è rinsaldata la convinzione di dover sviluppare un nuovo tipo di approccio a questo bene così importante - il territorio. Nevio Scala racconta di ricordare un momento decisivo in questi termini, nel 1997, anno dell’impianto dell' uliveto sul Monte Lozzo, il solitario dei colli Euganei che permette una visuale a quasi 360 gradi sulla pianura sottostante, visuale a tratti desolante: un susseguirsi di forme geometriche colorate a macchie, il risultato dell’agricoltura promossa come industriale, una distesa nuda di campi coltivati interrotti solo dagli insediamenti urbani; dei boschi, dei viali alberati, delle siepi, delle piantate nei vigneti presenti nella mia infanzia rimanevano oramai poche tracce. Da qui il desiderio di un impegno a riportare in questa terra alcuni elementi di questa diversità che si stava perdendo.


I vini di Nevio Scala

L’azienda Nevio Scala è certificata biologica dal 2019; ma per lui non è un un punto di arrivo bensì una necessaria base di partenza: vengono adottate pratiche agronomiche che non prevedono l’utilizzo di prodotti di sintesi chimica e che sono inserite in un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali (suolo, acqua, aria), utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo sostenibile nel tempo, economicamente, biologicamente, ma anche socialmente come parte della responsabilità d’impresa.

La prospettiva che muove tutti gli interventi deve essere quella ecologica per considerare l’azienda agricola come un organismo complesso che va accompagnato al suo equilibrio. L’agricoltore deve essere un conservatore di questo equilibrio, sempre dinamico, sempre in rinnovamento. Per questo motivo una parola molto importante per il lavoro all'azienda Nevio Scala è biodiversità, parola che ricorda l’importanza della ricchezza degli elementi biologici all’interno del territorio.

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