Raìna

Raìna

Dettagli cantina

Regione:
Ettari:
10
Indirizzo:
Turri case sparse, 42 - Montefalco (PG)
“Raìna” era il soprannome del contadino che prima di Francesco Mariani coltivava le terre dove ora sorge questa cantina interamente Biodinamica. La struttura è moderna e altamente tecnologica, grazie ad un moderno impianto di depurazione a fanghi attivi e un impianto fotovoltaico. Modernità ed ecosostenibilità a 360 gradi.

Raìna

Nata nel 2002 l'azienda Raìna è costituita da 10 ettari di vigneti impiantati tra il 2002 e il 2008 e posti ad una quota tra i 220 e i 300 metri sul livello del mare con esposizione a sud-est. Il suolo che li compone è di medio impasto, ricco di scheletro. Il sistema di allevamento è il cordone speronato per le uve a bacca rossa e il guyot per quelle a bacca bianca, mentre la densità di impianto è per entrambi di circa 5700 ceppi per ettaro. Le cultivar coltivate sono il Sagrantino, il Sangiovese, il Montepulciano oltre che il Merlot, il Syrah, il Grechetto e il Trebbiano Spoletino.

La filosofia biodinamica:

La filosofia biodinamica dell'azienda Raìna punta a valorizzare al meglio l’ambiente senza sfruttarlo passivamente, garantendo la tutela e il rinnovamento delle risorse naturali. A questo sistema contribuisce anche la cantina, che è fornita di pannelli fotovoltaici che garantiscono di autoprodurre il 70% dell’energia utilizzata in azienda. Il fabbisogno di acqua calda è fornito dal sole attraverso pannelli solari, mentre gli ambienti interni sono riscaldati con caldaia a biomassa. Gli scarichi di vinificazione della cantina sono smaltiti grazie ad un moderno impianto di depurazione a fanghi attivi e l’acqua di cui si ha bisogno per i lavori in cantina proviene dal pozzo di proprietà, utilizzato anche per annaffiare dalla risorgiva interna all’azienda: la “Peschiera di Pacino”.

La gestione biodinamica delle vigne segue l'andamento stagionale e l'intera azienda è certificata bio dall’organismo di controllo Codex. In vigna non vengono usati i concimi chimici, diserbanti né fitofarmaci di sintesi. I trattamenti quando necessari vengono effettuati a base di rame, zolfo e infusi e decotti di piante (ortica, equiseto, aglio, camomilla...). L'obiettivo, racconta Mariani, è quello di ridurre progressivamente fino ad annullare l'uso di rame grazie alla biodinamica, all’omeopatia e al sempre maggiore utilizzo degli infusi. Per le concimazioni si fa ricorso ai preparati biodinamici e ai sovesci. Il diserbo avviene o in modo meccanico o grazie all’aiuto delle pecore di un'azienda vicina. Tutte le fasi di lavorazione, dalla potatura alla vendemmia, avvengono manualmente. In vinificazione non viene utilizzato alcun prodotto chimico al di fuori di un uso ridotto di solfiti. Le fermentazioni possono avvenire spontaneamente o grazie all'inoculo di piedi di fermentazione preparati con le stesse uve dell'azienda, evitando categoricamente l'uso di lieviti selezionati e attivanti di fermentazione. All'azienda Raìna sono banditi anche enzimi estrattori, tannini, mannoproteine, chiarificanti o altri prodotti che, possono sicuramente compromettere la natura del vino. Per l’affinamento si ricorre ad acciaio, cemento e botti grandi di rovere e mentre i rossi non vengono mai filtrati, i bianchi d'annata possono subire una sgrossatura prima dell'imbottigliamento secondo le necessità.

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