Il mercato del vino biologico: come cambierà nei prossimi anni

Giovedì 02 Maggio 2019 02:00

A confermare il trend positivo del mercato bio del vino c'è il grande evento veronese Vinitaly, che lo scorso 10 aprile ha chiuso i lavori registrando la svolta green del mondo enologico con un bel +18%. A farci conoscere questo importante dato è un comunicato stampa di Coldiretti.
La Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, nella sua nota parla a chiare lettere di svolta green, precisando che gli italiani non hanno mai versato nel proprio bicchiere tanto vino biologico quanto nel 2018. A dirlo è un'analisi eseguita sui dati forniti dall'Infoscan Census all'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura più importante del Bel Paese.
Da questo studio, di fatto, emerge che le vendite delle etichette biologiche nel 2018 arrivano a superare di 18 punti percentuali rispetto a quelle registrate nel 2017.
Ma le sorprese non finiscono di certo qui. Secondo la fotografia scattata da Coldiretti, è altresì in aumento la domanda interna sulle bollicine. Le vendite di spumante nel 2018, infatti, crescono di ben 12 punti percentuali rispetto all'anno precedente.

Da questa istantanea si evince con chiarezza, che la ricerca della naturalità nel mondo enologico italiano è decisamente in espansione. Non è tutto. Coldiretti ci fa sapere anche che il vino bio non sbanca solo all'interno dei confini dello stivale, bensì li varca e conquista mercati importanti come quello tedesco.

Questo grande successo è tutto merito dei viticoltori che si sono convertiti all'allevamento biologico e biodinamico della vite. Giusto per farci un'idea la Toscana, insieme a Sicilia e Puglia, negli ultimi 5 anni ha raddoppiato le vigne allevate in modo naturale. A crescere – precisa la Coldiretti – sono anche le aziende agricole con i vigneti coltivati secondo le tecniche della biodinamica, ovvero quelle codificate nel lontano 1924 dal fondatore dell'antroposofia Rudolf Steiner.

La crescente sensibilità verso l'eco-sostenibilità non riguarda però solo i produttori, bensì anche i consumatori finali che nel 2018 - secondo lo studio dell'Organizzazione degli imprenditori agricoli, in collaborazione con l'Istituto triestino di ricerca Ixè - hanno portato a casa almeno una volta prodotti enologici bio.

L'aumento dei consumi dei prodotti bio, soprattutto quello di vini, è dato altresì dal fatto che ciò che si versa nel bicchiere non è solo un prodotto etico, quindi non fa male all'ambiente e all'uomo, ma è anche un prodotto buono che rispetta in pieno le aspettative di gusto del vasto pubblico, in primo luogo di quello estimatore e conoscitore di vini.
Visto quanto è emerso vien da sé proiettare le nostre riflessioni sul mercato del vino bio nel prossimo futuro, lo facciamo domandandoci come sarà il trend delle vendite negli anni a venire.

Come cambierà il mercato del vino bio nei prossimi anni

Visti i dati evidenziati da Coldiretti riflettere sul futuro del mercato del vino bio è un atto dovuto. A venirci incontro c'è l'IWSR, ovvero International Wine and Spirits Research che, con un corposo report, ci informa che in futuro il vino bio venduto a livello mondiale raggiungerà quasi gli 88 milioni di casse.

A quanto pare l'universo del vino biologico per gli anni a venire presenta ritmi di progressione piuttosto interessanti.

A confermare questi dati c'è l'indagine presentata alla famosa Fiera di Montpellier Millésime Bio. Lo studio eseguito per l'Associazione interprofessionale della viticultura biologica Sudvinbio, di fatto evidenzia ciò che abbiamo anticipato sopra, ovverosia che nel 2022 le casse di vino bio vendute raggiungeranno la soglia degli 88 milioni. Questo significa che rispetto alle vendite del 2017 (poco più di 57milioni) si registrerà un incremento del 31% circa. Un dato molto incoraggiante, che ci fa ben sperare nel rafforzamento di un mercato che guarda al bene della terra e al benessere dell'uomo (ndr).

Ovviamente più aumenta la domanda di vino bio, più cresce la necessità di coltivare superfici sempre maggiori di vigne seguendo i principi di un'agricoltura naturale. Si tratta di un passo a due, dove la richiesta di vino bio danza a stretto contatto con gli allevamenti biologici e biodinamici, spalancando le porte a uno stile di vita sano.

Ad aumentare le superfici vitate sono i Paesi che si sono confermati storicamente tra i più grandi produttori di vino, vale a dire l'Italia, la Francia e la Spagna. Nei fatti si presume che le vigne biologiche spagnole nel 2022 raggiungeranno i 170mila ettari, mentre quelle italiane toccheranno i 130mila ettari e le francesi si aggireranno tra gli 85mila ettari e i 100mila ettari.

Ma quali saranno i nuovi mercati esteri che nei prossimi anni volgeranno la loro attenzione al vino bio?

Oltre al naturale rafforzamento del mercato tedesco, di quello francese, nonché di quello della Svezia e di quello della Gran Bretagna, a interessarsi di vini bio saranno con certezza gli Usa, dove si attende una crescita dei consumi di vino bologico di 14,5 punti percentuali l'anno. Numeri in crescita anche per il mercato del Sudafrica e per quello norvegese in cui di prevede un aumento delle vendite del 13% l'anno. Altresì interessanti le proiezioni del mercato cinese, dove si dovrebbe registrare una crescita delle vendite dell'8%.

A quanto pare la corsa al vino biologico è davvero inarrestabile, questo perché il marchio bio si registra come elemento di forte distinzione, in grado di direzionare una parte importante del business del vino, perfettamente in capace di fare concorrenza ai vini standard.