I tappi per il vino: sughero, sintetici, vetro, a vite, a corona?

Mercoledì 29 Aprile 2020 14:47

Il tipo di tappo utilizzato per imbottigliare il vino è spesso un indicatore che fa la differenza nel momento dell'acquisto soprattutto da arte di consumatori meno esperti. Il tipo di tappo infatti è tra i principali responsabile della percezione della qualità di un vino, ma non sempre un tappo in sughero indica che un vino è di altissima qualità e viceversa un tappo a corona o un tappo a vite rappresentano un vino di scarso valore organolettico.

I tappi utlizzati per imbottigliare possono essere delle seguenti tipologie:

  • tappo di sughero
  • tappo sintetico
  • tappo a corona
  • tappo a vite
  • tappo in vetro

Detto questo andiamo ora ad analizzare le peculiarità di ogni tipo di tappo.

Il tappo di sughero

Il tappo di sughero come possiamo ben immaginare sono stati usati fin dai tempi antichi per conservare il vino, inizialmente benivano usati per chiudere le anfore dove venivano conservati e successivamente per chiudere le bottiglie, specialmente nella pratiche della spumantizzazione con il metodo champenoise.

Ma perchè proprio il sughero?

Il sughero innazitutto è un materiale naturale con caratteristiche di porosità ed elasticità perfette per proteggere il vino dal rischio di ossidazione, ma permettendo allo stesso tempo una micro ossigenazione lenta e graduale volta a favorire l'evoluzione organolettica durante la fase di affinamento in bottiglia.

Nonostante queste caratteristiche importantissime però, il sughero naturale può anche essere il responsabile di alterazioni del vino: ci riferiamo al noto sentore di tappo. Quando diciamo che un vino "sa di tappo" ci riferiamo al fatto che il sughero utlizzato nella produzione di quel tappo è contaminato da una muffa già presente nel sughero al momento della raccolta ed è caratterizzato da un composto chimico chiamato TCA (2,3,6-tricloroanisolo), responsabile dell'odore sgradevole di legno ammuffito tanto temuto da produttori e consumatori, poichè si stima che tra l'1% e il 10% dei sugheri, e quindi delle bottiglie in commercio possano avere questo problema. Per ovviare a questa problematica sono state sviluppate nuove tecniche epr la produzione di tappi in sughero che però non possano essere responsabili di questo fastidioso difetto.

Possiamo distinguere questi nuovi tappi di sughero in:

  • monopezzo (pezzo unico sigillato con un composto che elimina le imperfezioni della superficie del tappo)
  • multipezzo (solitamente due pezzi pressati e incollati tra loro, detto anche compensato)
  • tappo tecnico (agglomerato di sughero anchesso ricoperto da collante)

Il tappo sintetico

 

Spesso chiamati "tappi in silicone" in realtà i tappi sintetici non sono fatti di questo materiale ma le loro proprietà ne ricordano  le caratteristiche. Come per ogni cosa i tappi sintetici hanno dei pro e dei contro: innnanzitutto sono sterili e non potranno mai sviluppare muffe o composti molecolari che possono alterare il vino, sono isolanti e non soggetti a deperimento, di contro non hanno la capacità propria del sughero di favorire la micro ossigenazione neccessaria per un ottimo invecchiamenti in bottiglia. Per questo motivo solitamente si preferisce utilizzare i tappi sintetici proprio per quei vini idonei al cunsumo mentre sono ancora giovani, solitamente imbottigliati negli ultimi 1-2 anni.

 

Il tappo a corona

Utilizzati principalmente per le birre, nell'immaginario collettivo sono utilizzati da coloro che si fanno il vino in casa.

Tuttavia molti piccoli produttori artigianali scelgono di utilizzarli per i loro vini naturali, rifermentati in bottiglia e a basso contenuto di solfiti. A differenza dei tappi in sughero o sintetici, sono particolarmente economici ma non vuol dire che non siano efficaci, anzi tutt'altro! La sua particolare caratteristica lo rende molto resistente alle forti pressioni, per questo motivo come dicevamo viene spesso usato per sigillare vini da frizzanti, rifermentati in modo che all'apertura mantenga un perlage di qualità. In alcuni casi il metallo del tappo a corona è rivestito internamente da uno strato di plastica per garantire l'ermeticità della chiusura e proteggere il vino dall'ossidazione. 

Il tappo a vite

  Come per il tappo a corona anche il tappo a vite solitamente viene ricollegato ai vini di     bassa qualità, solitamente da ultimo scaffale di supermercato, prodotti che solitamente   vengono considerati di bassa qualità. Anche qui dobbiamo sfatare un mito; Chiamato   anche "capsula" o "screwcap", il tappo a vite è composto estermente da alluminio, mentre   internamente presenta una guarnizione in polietilene e stagno perfetti per una chiusura     ermetica evitanto il passaggio di ossigeno e anidride solforosa. Similmente il tappo a vite   favorisce la totale assenza del rischio di alterazioni del vino a causa di muffe in quanto i materiali utilizzati sono inerti e pertanto non favoriscono lo sviluppo di agenti microbiologici.

Il tappo in vetro

Ultimo arrivato sulla scena dell'enologia il tappo in vetro ha moltissime caratteristiche positive dalla sua parte: è elegante, inerte, non deperibile, riciclabilefacile da stappare e perfettamente isolante.

Si tratta di investimento particolamente elevato per le piccole cantine artigianali,sia per il costo in se del prodotto che per l'attrezzatura necessaria da acquistare in fase di imbottigliamento. Mentre i tappi sintetici infatti possono essere utilizzati con gli stessi strumenti per il sughero, il tappo in vetro necessita di macchinari particolare per la tappatura. Quindi è molto difficile da trovare specialmente nell'ambito delle produzione biodinamiche e artigianali e quasi impossibile per le produzioni personali.

 

In tutto questo non abbiamo parlato di tradizione. Nella storia enologica italiana dobbiamo riconoscere che il sughero ha sempre sortito il suo fascino, ma come l'abito non fa il monaco, non sempre il tappo predice la qualità del vino.