Distinzione tra vino biologico e vegan: quando un vino è vegan e perché non lo è sempre
Lunedì 14 Ottobre 2019 15:12

Esiste una distinzione ben precisa fra vino biologico e vino vegano, nonostante la linea di confine possa apparire sottile.
Non tutti lo sanno, ma il vino, pur essendo il frutto della spremitura dell’uva, non è sempre privo di ingredienti di origine animale, e anche un vino biologico, pur essendo prodotto nel rispetto di precise norme sulla sostenibilità ambientale, può non rispondere del tutto alle caratteristiche richieste a una dieta vegana.
Come riconoscere un vino vegano al 100%
In alcuni casi nella produzione del vino sono usati ingredienti di origine animale come l’albumina d’uovo, la caseina, l’ovoalbumina, la lisozima da uovo, la colla di pesce e la gelatina.
Questi elementi, definiti coadiuvanti tecnologici, sono usati per ottenere migliori caratteri organolettici durante la fase di lavorazione dei prodotti alimentari.
Nel caso del vino si ricorre ai chiarificanti: si tratta di sostanze che possono essere di origine minerale o organica, e servono per eliminare ogni impurità dal vino, dopo la fase della fermentazione alcolica.
Con la chiarifica il vino viene stabilizzato: ciò significa che lo si rende impermeabile dopo l’imbottigliamento a qualsiasi tipo di modifica, sia biologica che chimica, ma anche che viene purificato dalle sostanze sospese che sono presenti naturalmente nel vino. Un’ulteriore operazione di chiarifica viene effettuata sul mosto fermentato nel quale, dopo il periodo di riposo nelle botti, restano alcune particelle delle sostanze sospese.
Gli elementi usati per questa pratica enologica possono essere di origine animale, come l’albumina d’uovo per la chiarifica del vino rosso, e la caseina per il vino bianco, e può capitare che ne rimanga traccia nella bottiglia di vino messa in commercio.
Un produttore di vino vegano presta attenzione che il suo vino non presenti ingredienti di origine animale nel prodotto che sarà venduto al consumatore, avendo anche cura che in ogni fase della produzione venga evitato l’uso di utensili che contengono sostanze animale.
Vino biologico: sostenibilità ambientale e salute
Per essere definito biologico un vino deve rispondere a precise caratteristiche, che lo allineino al Regolamento Europeo istituito nel 2012 (Reg. UE 203/2012).
La filosofia che sta alla base dell’agricoltura biologica è riassunta nel rispetto dell’ambiente e nella conseguente volontà di salvaguardarlo e promuoverne il valore, inclusa la sua biodiversità. Nella produzione di un vino biologico, inoltre, la qualità viene preferita alla quantità.
Particolare attenzione è rivolta alla salute del vitigno: in una coltivazione biologica viene evitato l’uso di qualsiasi componente chimico come le concimazioni e gli antiparassitari, ed è tassativamente vietato il ricorso a organismi geneticamente modificati (OGM). L’alternativa usata nell’agricoltura sostenibile sono i concimi organici, insieme ai prodotti naturali che aiutano la pianta a rinforzarsi e a rimanere in equilibrio.
Nella fase della vinificazione (la trasformazione del mosto d’uva in vino) viene bandito ogni tipo di sostanza chimica che serve a correggere il vino: fra queste ci sono anche i solfiti (l’anidride solforosa aggiunta al vino come disinfettante e stabilizzante del prodotto), la cui quantità in un vino biologico non può superare i 100 mg/l per i vini rossi, e i 150 mg/l per i vini bianchi e rosé.
Un vino biologico, per essere definito tale, deve recare sull’etichetta il certificato CE 203/2012, che garantisce la natura biologica dell’intero processo di vinificazione attraverso il quale l’uva viene trasformata in vino.
Il vino biologico è l’alternativa naturale al vino industriale, un prodotto certificato che rispetta la natura, tutelando al contempo la salute di chi lo consuma.
Punti di contatto e di distinzione fra vino vegano e vino biologico
Un vino vegano proviene sempre da agricoltura biologica o biodinamica certificata, proprio come un vino biologico: ma, per i consumatori per i quali la scelta vegana è dettata innanzitutto da motivazioni etiche, è importante che venga escluso ogni dubbio in merito allo sfruttamento animale lungo l’intera filiera produttiva del vino. Per questo, nel caso di un vino vegano, è preferito l’uso del trattore a quello del carro trainato da un cavallo. Inoltre, nell’etichetta della bottiglia devono essere esclusi riferimenti ad abbinamenti con alimenti di origine animale.
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