I vini emiliani: non solo lambrusco
Giovedì 29 Agosto 2019 15:32

È assolutamente vero: per quanto il Lambrusco sia il più noto tra i vini prodotti in Emilia Romagna, la regione offre moltissime altre possibilità di scelta, dai più "tradizionali" fino alle nuove generazioni, nati nella scia delle più recenti tendenze gastronomiche, come i biodinamici, i biologici e i naturali. Sono vini artigianali e a volte estemi che ultimamente stanno sempre più catalizzando l’attenzione di molti intenditori oltre che di semplici appassionati. Ne è conferma il Vivit 2018, dove Vinitaly ha presentato a produttori provenienti da ogni parte del mondo diverse varietà di vini naturali, biologici e biodinamici. Particolarità di questi vini sono le tecniche di lavorazione, che sono realizzate attraverso interventi del tutto artigianali. Sono, infatti, assenti, o più precisamente non sono messe in atto, molte pratiche invasive previste nel processo di trasformazione dei vini a produzione "tradizionale".
I vini naturali sono realizzati senza additivi chimici, lieviti selezionati, enzimi, correttivi di colore o acidità, nel massimo rispetto del processo di fermentazione naturale che l’uva pigiata svolge nella sua trasformazione in vino. Oltre a ciò, l'attaccamento al territorio, l’attenzione nel seguire i processi climatici naturali, il rispetto delle caratteristiche tipiche di ogni terreno, l’assoluta assenza di pesticidi e attrezzature d’intervento, sono caratteristiche fondanti per la produzione di ogni vino naturale.
Quali sono le differenze tra i vini naturali, biodinamici e biologici?
Poniamo l’accento subito su un principio, i vini biologici e biodinamici non sono necessariamente dei vini naturali; lo possono essere solo in caso di determinate scelte da parte dei produttori. La realtà è che, per produrre un vino biologico o biodinamico, le normative a livello europeo sono meno restrittive rispetto a quelle vigenti per i vini naturali; precisando che per i biodinamici la normativa è più condizionante (vedi la certificazione Demeter) rispetto ai biologici. Ai produttori è quindi concesso di effettuare una serie di interventi che, inevitabilmente, impediscono a questi vini di essere considerati al 100% "naturali".
E così, ecco che il vino naturale si configura come un prodotto assolutamente di nicchia per gli intenditori, e non solo. Tuttavia, come in tutto il mondo della produzione vinicola, è possibile trovare vini di alta e altissima qualità.
L’Emilia Romagna in particolare, notoriamente rinomata per la produzione del "conviviale" e frizzantino Lambrusco, merita di essere conosciuta anche, e soprattutto, per la vasta produzione di vino naturale; una produzione basata sulla enorme passione dei produttori, sulla loro tenacia e su una filosofia di alta competenza e creatività artigiana.
In tal senso, ecco alcune proposte di vini naturali prodotti nel territorio emiliano.
- Sauvignon Emilia IGT - Sauvignon Blanc Secco 2015
Prodotto da Vitigni al 100% Sauvignon Blanc, è un vino certificato "naturale" che nasce da uve ben mature, e prevede un sistema di macerazione a "grappolo intero". L’aroma di questo vino è intenso, fine e complesso, dove si riconoscono distintamente i profumi dei frutti tropicali, dell’uva spina e dei fiori di sambuco. Decisamente piacevole.
- Pignoletto Modena DOC - Pignoletto Secco 2015
Altro vino certificato "naturale", prodotto da Vitigni al 100% Grechetto Gentile messi a dimora nel 2003. Per questo vino, la tecnica utilizzata per la vinificazione dell’uva è la stessa che l’azienda utilizza per la produzione del vino frizzante secco. Grazie al processo di invecchiamento in botti in acciaio, questo vino acquista un aroma molto intenso, nel quale sono esaltate le fragranze floreali e di frutta matura, con un retrogusto di mandorle amare. Si tratta di un vino di buon corpo, morbido e armonico al palato, molto versatile. Davvero fantastico per accompagnare antipasti e primi di pesce.
- Malvasia Emilia IGT - Malvasia Frizzante Secco 2016
Prodotto nel modenese, al 100% da vitigni Malvasia Bianca Aromatica e certificato "naturale". Per questo amabilissimo vino bianco, la raccolta dell’uva avviene a metà settembre, periodo nel quale si possono ottenere massima aromaticità, idonea maturazione e un’acidità equilibrata, ideale per il mantenimento della freschezza. Classica Malvasia frizzante, è molto morbida nel gusto ed è pervasa da profumi floreali alternati a sentori fruttati. Nel pieno rispetto della filosofia e della culturale emiliana, è assolutamente straordinario per ogni circostanza conviviale.
Chi l'ha detto, quindi, che in Emilia si beve "solo" Lambrusco!
Questa straordinaria regione offre alternative di assoluto livello; con una "piccola" ed esclusiva caratteristica: ogni vino emiliano si adatta perfettamente a ogni situazione.