I Vini S.A.I.N.S.: cosa sono e come si ottiene la certificazione
Venerdì 12 Luglio 2019 17:15

Che cosa è il vino? La risposta ci arriva direttamente dalle parole del poeta scozzese Robert Louis Balfour Stevenson, quando con un tocco di genialità afferma che il vino è poesia imbottigliata.
Non diciamo nulla di nuovo quando asseriamo che il vino non è nella maniera più assoluta un frutto della natura, bensì è un prodotto dell'uomo; ecco dunque, che non è corretto parlare di vino naturale, in quando la natura non crea il vino, è il marketing che utilizza erroneamente l'aggettivo naturale per indicare la genuinità del prodotto.
La questione poc'anzi sollevata è stata già ampiamente discussa non da oggi, ma da anni e lungi ancora dall'essere risolta.
Nonostante ciò, è importante continuare a parlarne perché l'uso smodato del lemma non deve diventare la bandiera di nessuno.
Tuttavia, è in virtù della naturalità che sono sempre più numerosi i viticoltori che producono uva e vini senza l'impiego degli agenti chimici. Questi figli di Bacco dunque, danno vita a vini alternativi rispetto a quelli tradizionali, dove tradizionale non è sinonimo di tipico, bensì con una forzatura vuole indicare i vini che vanno per la maggiore negli scaffali degli esercizi commerciali. Per intenderci i cosiddetti vini convenzionali.
Le quattro tipologie di vini alternativi
Allo stato attuale ci sono quattro tipologie di vini alternativi, ovvero:
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i vini biologici
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i vini biodinamici
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i vini naturali
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i vini S.A.I.N.S. (Sans aucun intrant ni sulfite)
I vini biologici, come quelli della cantina abruzzese Torre dei Beati non ammettono in vigna l'impiego di pesticidi e di erbicidi. L'unica concessione alla chimica riguarda il solfato di rame e lo zolfo colloidale, utilizzati per proteggere la pianta dalle malattie. Tuttavia, in cantina i prodotti chimici enologici sono permessi.
I vini biodinamici, interessanti quelli della linea Linea Zeropuro proposti dalla cantina Orsogna, invece, oltre all'assenza totale di prodotti chimici in vigna ne è prevista l'assenza anche in cantina. Qui viene ammesso però un contenuto di anidride solforosa minore rispetto a quella impiegata per la produzione dei vini bio. Qui si preferiscono i trattamenti fisici a quelli chimici.
I vini naturali il cui guru è il viticoltore ed enologo Jules Chauvet, lo stesso che negli anni Settanta affermava con convinzione che solamente le fermentazioni non addizionate con adiuvanti erano in grado di esprimere al meglio terroir e tipicità varietale.
Un assunto che negli anni Ottanta diventa altresì un punto fermo di Slow Food, il quale ha portato avanti questa filosofia sensibilizzando il vasto pubblico contro l'utilizzo degli additivi, non solo negli alimenti, ma anche nei vini.
In ultima istanza ci sono i vini S.A.I.N.S, prodotti eccezionali, per vini senza niente, che bandiscono totalmente l'impiego di sostanze chimiche sia in vigna che in cantina. Nei fatti chi si è vocato a questi vini lascia che sia la natura a determinare il raccolto e il vino.
Dagli anni Ottanta in poi è stato un continuo germogliare di associazioni di viticoltori che, pur impiegando metodologie diverse, asseriscono di produrre vini naturali.
Questi prodotti dell'enologia alternativa, ovvero i vini biodinamici, quelli biologici, quelli naturali e i S.A.I.N.S., differiscono tra loro, oltre che per il metodo di produzione anche per il contenuto di anidride solforosa utilizzata.
Con il passare degli anni la produzione di questi vini non convenzionali è decisamente aumentata, soprattutto quella dei vini naturali e dei S.A.I.N.S. Due vere e proprie perle dell'enologia. Complice una maggiore informazione divulgata da ecologisti e ambientalisti, e da tutti quelli che guardano al futuro della terra e alla salute dell'uomo in un'ottica eco-sostenibile.
Vini S.A.I.N.S. e vini naturali: le differenze
I vini S.A.I.N.S. e i vini naturali sono entrambi ottimi prodotti enologici di terroir che respingono la viticoltura industriale, l'abuso di prodotti chimici dietro la spinta di una produttività quantitativa a discapito di quella qualitativa, nonché della conseguente manipolazione del vino.
Oltre il fil rouge degli elementi accomunanti, tra queste due proposte del mercato alternativo del vino c'è una piccola differenza: il vino naturale, ammette, seppur in piccole, piccolissime quantità (30-40 mg/litro), l'impiego della solforosa, di contro la stessa viene totalmente bandita dai vini S.A.I.N.S. È questa la grande differenza tra i due prodotti. I S.A.I.N.S. non aggiungono solforosa in quanto il processo di fermentazione alcolica produce in maniera naturale piccole quantità di solfiti, ragion per cui il loro impiego non è necessario.
Ecco quindi, che il viticoltore che produce vini S.A.I.N.S., qualsiasi siano le pratiche di lavoro del suolo e qualunque siano le certificazioni della propria etichetta, perlopiù si tratta di autocertificazione Naturale, di certificazione bio ottenuta seguendo i dettami del Regolamento di Esecuzione UE numero 203 dell'8 marzo del 2012 e di certificazione Vegan, facendo parte dell'Associazione dei vini S.A.I.N.S. deve seguire determinate regole, infatti, oltre a raccogliere manualmente le sue uve mature, a non impiegare in vigna alcun prodotto chimico né di sintesi, trasforma in cantina l'uva in vino solo ed esclusivamente con l'ausilio dell'azione di batteri e lieviti indigeni.
Quello in oggetto, in quanto senza solfiti, è un vino che gli esperti definiscono Organic. Per essere Organic un'etichetta deve avere la certificazione USDA Organic, quindi il vino non deve presentare nessuna aggiunta.
In poche parole il produttore si adegua alle stagioni, fa affinare il suo vino senza impiegare in nessun momento prodotti di laboratorio e tecnologie, che hanno lo scopo accelerare la stabilità o di modificare il mosto.
La cantina
Marina Palusci è un'azienda agricola famigliare arrivata alla quarta generazione.
Da sempre impegnati nell’olivicoltura e nella viticoltura abruzzese produciamo oli extravergini di oliva monocultivar e Vini Naturali.
Marina Palusci è socio VinNatur.