Forti e Gentili: storia dei vini abruzzesi
Lunedì 24 Giugno 2019 17:49

L'Abruzzo, terra forte e gentile, caratterizzata dall'asprezza e durezza del territorio, ma anche dalla gentilezza del paesaggio che degrada da alte montagne fino al mare.
In questa regione, che si estende per circa cinquanta chilometri dalle montagne alla costa, si susseguono ambienti incontaminati come colline, altipiani e pianure lussureggianti, perfetti per la nascita di alcuni dei più famosi vini abruzzesi.
La regione rappresenta una sintesi ideale di tutto quello che l'Italia può offrire, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello climatico.
Territorio vitivinicolo dell'Abruzzo
Il territorio abruzzese è occupato per oltre il 65% dalle montagne, che continuano con un'ampia zona collinare che arriva fino alla costa.
Queste colline sono caratterizzate da terreni ghiaiosi ed argillosi, con grande percentuale di arenaria, che assicurano condizioni asciutte e permeabili, ideali per la coltivazione delle viti.
I vigneti si concentrano prevalentemente nelle aree costiere ed in alcune zone interne, che, grazie alla presenza dei due rilievi appenninici della Maiella e del Gran Sasso, riparano il terreno dall'umidità proveniente dal Mar Tirreno, creando un habitat ideale per la vite.
Storia dei vini abruzzesi
La produzione dei vini abruzzesi ha una storia molto antica, infatti fin dall'Impero Romano la vite veniva coltivata in ampie zone della regione, ma le prime coltivazioni di viti si devono ai Fenici ed ai Greci, che colonizzarono il territorio prima dei romani.
Il greco Polibio infatti, decantò le virtù terapeutiche del vino per curare le ferite di alcuni soldati e per rinvigorire la forza dei combattenti.
Il poeta Ovidio, abruzzese di nascita, celebrò in molte sue opere il vino di questa regione, come anche Marziale, vissuto un secolo più tardi, che nei suoi epigrammi narrava di banchetti allietati da abbondanti libagioni.
Durante il Rinascimento la viticoltura abruzzese venne praticata quasi esclusivamente nelle valli in provincia dell'Aquila, dove continuò fino alle imponenti infestazioni di Filossera che, nei primi decenni del Novecento, causò la distruzione della maggior parte delle vigne.
Dopo tale periodo, l'enologia abruzzese si concentrò unicamente su due prodotti, il Trebbiano ed il Montepulciano, protagonisti assoluti della fase post-Filossera.
Anche se inizialmente i vini di questa regione venivano considerati come prodotti di scarsa qualità, negli anni Novanta si è verificata un'inversione di tendenza con una viticoltura sempre più specializzata e tecnologica, che ha colonizzato zone sempre più estese del territorio.
Caratteristiche del Montepulciano d'Abruzzo
Il Montepulciano d'Abruzzo, un vino rosso DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), viene prodotto in territori della provincia di Teramo utilizzando uve Montepulciano (90%), vinificate occasionalmente con altre provenienti dal vitigno Sangiovese (10%), ma anche da vitigni a bacca rossa meno diffusi in Abruzzo.
Si tratta di un vino decisamente potente, caratterizzato da abbondanti tannini che conferiscono un'estrema morbidezza.
Questo vino abruzzese nasce da terreni collinari con un'altitudine non superiore ai 600 metri, le cui uve offrono una forte carica antocianica, una buona percentuale zuccherina, ed una notevole acidità.
Il vitigno Montepulciano d'Abruzzo deve la sua denominazione al fatto che molti mercanti di lana toscani lo consideravano simile ad alcune loro uve.
Il vitigno è uno dei pochi in grado di crescere sia sulle zone montuose interne che sulle colline, fino ad arrivare alle zone costiere e rappresenta oltre l'80% del totale dei vini prodotti nella regione.
Si tratta di una pianta mediamente resistente, che offre una produzione abbondante solitamente tardiva, con la vendemmia che comincia dopo la seconda metà di settembre e che si protrae fino alle prime due settimante di ottobre.
Il vino è di sapore più fresco e fruttato se degustato giovane, mentre offre sensazioni più complesse ed intriganti se affinato lungamente in botti di rovere, grazie all'evidente propensione ad invecchiare, tipica dei vitigni ricchi in tannino e struttura.
Trebbiano d'Abruzzo DOC
Le prime citazioni che parlano del Trebbiano d'Abruzzo si riferiscono ad un vino bianco denominato trebulanum, risalenti al tredicesimo secolo.
Si tratta di un vino ottenuto da vitigni a bacca bianca, coltivati nelle zone collinari di altitudine entro i cinquecento metri sopra il livello del mare.
Il Trebbiano d'Abruzzo nasce quindi da uva bianca, di solito fermentata in botti di acciaio, tranne nel caso delle riserve quando vengono preferite botti in rovere.
Presenta un colore giallo chiaro dorato o paglierino con riflessi verdastri e con un aroma molto raffinato, caratterizzato da note fruttate di albicocca e pesca mature, arricchite con profumi di salvia e dragoncello, erbe secche e fieno dei campi.
Servito fresco, si beve con grande facilità per la sua delicata morbidezza. Può essere utilizzato come aperitivo ma è anche un ottimo compagno per piatti di pesce o insaccati.
Particolarmente indicato per primi piatti di pastasciutta condita con verdure oppure con del pesce, e per carni bianche come pollame e suino.
Cerasuolo d'Abruzzo DOC
Si tratta di un vino rosato, prodotto con uve vinificate in bianco e caratterizzato dall'omonimo color rosa ciliegia, con un tasso alcolico compreso tra 12% e 13%.
L'elevata percentuale di sostanze antiossidanti lo rendono tra i vini rosati più longevi in Italia.
Il suo aroma elegante e fruttato contiene una raffinata nota floreale. Caratterizzato da un sapore piacevolmente fresco, con un'ottima persistenza aromatica, viene considerato il compagno ideale per primi piatti (pastasciutta o zuppe), e pietanze prevalentemente a base di pesce.
I vini Autoctoni
Negli ultimi anni, la tridizione vinicola abruzzese, ha riscoperto alcuni dei suoi vitigni autoctoni, con grande conferma degli appassionati e dei professionisti del vino. Il Pecorino, riscoperto inizialmente nelle marche, ma largamento diffuso in tutto l'Abruzzo ha ottenuto l'approvazione con grande enfasi del mercato vinicolo, con il suo patrimonio organolettico inconfondibile è molto amato anche all'estero. La Cococciola, ancora poco diffusa presenza catteristiche delicatissime, perfetta per la spumantizzazione accompagna egregiamente le pietanze di pesce. La passerina è anch'essa in fase di recente riscoperta, e negli anni a venire siamo sicuri che stupirà molti di voi.
La nostra selezione di vini abruzzesi
Sono molte le cantine vinicole abruzzesi che credono in una filosofia di produzione etica, naturale ed ecosostenibile. La produzione di vini abruzzesi senza solfiti, di vigneti a regime biodinamico e molte sono le aziende di fase di conversione al biologico.
L'azienda pescarese Nic Tartaglia e l'azienda Il.da di Ortona, in provincia di Chieti sono la prova che il montepulciano vinificato in maniera naturale offre un patrimonio organolettico e uno spettro di emozioni gustative imperdibili per gli amanti del vino artigianale.
L'azienda Menicucci offre invece tecniche di produzionni più tradizionali, con vigneti convertiti in biologico e con vini certificati.
Tra le cantine sociali in grande sviluppo e con una forte impronta etica sull'ecosostenibilità ricordiamo Cantina Frentana con la sua Linea Biologica molto amata e l'azienda Cantina Orsogna, con la sua linea Lunaria, offre una produzione di vini abruzzesi, anche autoctoni, da agricoltura biodinamica. Si tratta di vini senza solfiti e certificati Demeter, certificati Vegani.
Torre dei Beati, cantina di grandissimo successo in tutta Italia, ricosciuta con molti premi a livello Nazionale, secondo molti esperti ha prodotto alcuni dei migliori vini da uve pecorino di sempre: Il Pecorino Bianchi Grilli e il curioso Giocheremo con i Fiori.
L'azienda agricola Di Cato propone vini abruzzesi a basso contenuto di solfiti aggiunti della provincia dell'Aquila, cosi come l'azienda Bossanova della provincia Teramana.
In un'ottica di ecosostenibilità